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06/05/2010
Agrofarmaci “sì” ma solo con la ricetta, nel rispetto di tutela dell’ambiente e sicurezza del cittadino
E gli agronomi lanciano le “agrofarmacie di campagna”, ovvero l’unico luogo abilitato alla vendita degli agrofarmaci solo attraverso una ricetta prescritta da un professionista abilitato
Salute del consumatore e tutela dell’ambiente. Nel dibattito in corso sull’uso sostenibile degli agrofarmaci, sono questi gli obiettivi primari che secondo il Conaf, Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali, è necessario tenere in considerazione riguardo alla direttiva comunitaria (pubblicata il 24 novembre 2009-CE n. 128), le cui linee guida sono proprio in questi mesi in via di definizione, e gli stati membri devono redigere i piani di azione nazionali e inviarli alla Commissione europea entro dicembre 2012. Di questo ha parlato Cosimo Coretti, consigliere Conaf con delega alla sicurezza agroalimentare, intervenendo a Lanciano (Ch) al convegno “Agricoltura sostenibile: nuovi scenari comunitari sull’impiego dei prodotti fitosanitari”, organizzato dall’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della provincia di Chieti.
< >. Non si può insomma compromettere il raccolto bandendo del tutto l’utilizzo degli agrofarmaci. Sono indispensabili per proteggere le piante dalle malattie, ma devono essere utilizzati in modo intelligente e sostenibile. <>. Una soluzione pratica proposta dal Conaf sono le agrofarmacie di campagna: l’agrofarmacia – spiega il Conaf - è un concetto mutuato dalla farmacia tradizionale, ovvero l’unico luogo dove è possibile vendere gli agrofarmaci e dove, per poterli vendere, deve essere presente un consulente abilitato, con le necessarie competenze professionali, che prescriva una ricetta. <>. La normativa attuale, infatti, regola – sottolinea il Conaf - sia l’impiego dell’agrofarmaco e sia la residualità. Il vantaggio per l’agricoltore è quello di avere la certezza che il suo prodotto sarà sicuramente vendibile sul mercato, sarà salubre per il consumatore e nel pieno rispetto dell’ambiente. <>. Insomma, così come il medico prescrive nella ricetta un medicinale per la tosse ed uno differente per il raffreddore; così il dottore agronomo, il medico della terra, potrà prescrivere un agrofarmaco per il pero ed un altro per Il pomodoro.
La direttiva – afferma il Conaf - richiede quindi un salto di qualità in termini di formazione e miglioramento delle capacità degli utilizzatori professionali (agricoltori) nelle scelte da compiere a livello di gestione ed organizzazione della propria azienda. <>.
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